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Modello 21 abolito: cosa fare ora con la tassa

La Corte di Cassazione ha tolto l'obbligo del Modello 21: non è uno sconto, ma un cambio di regole. Ecco cosa devi fare davvero per la tassa di soggiorno.

Dedalux 5 min di lettura

Se gestisci un B&B, un affittacamere, un’agenzia di case vacanze o una piccola struttura ricettiva, c’è una notizia che può creare confusione: il Modello 21 è stato abolito dalla Corte di Cassazione a inizio 2026. Non è una buona notizia, è solo un cambio di regole. Ma il problema è che molti gestori non sanno ancora cosa fare davvero con la tassa di soggiorno, e il rischio di sbagliare continua a esistere.

Cos’era il Modello 21 e perché lo ricordavi

Il Modello 21 era un rendiconto che inviavi al tuo Comune entro il 30 gennaio di ogni anno. Conteneva il totale delle somme riscosse dagli ospiti a titolo di tassa di soggiorno e quello che avevi versato alla tesoreria comunale. Era un documento di controllo: il Comune controllava che i tuoi versamenti corrispondessero ai pernottamenti e che non ci fosse una buca di denaro.

Molti gestori lo vedevano come un adempimento aggiuntivo, fastidioso, spesso confuso con altre dichiarazioni. In realtà aveva un ruolo preciso: proteggeva te (perché documentava quanto avevi versato) e controllava il flusso di denaro pubblico.

Perché è stato abolito e cosa significa veramente

Il Modello 21 è stato abolito da un’ordinanza della Cassazione (ord. 1527/2026), che ha deciso che l’obbligo del conto della gestione è cessato su tutto il territorio nazionale. Formalmente, la Cassazione ha detto che non c’è più il presupposto giuridico per richiederlo.

Ma sappi una cosa: questo non significa che la tassa di soggiorno sia diventata facoltativa. È il contrario. Significa che il controllo si è spostato: resta la dichiarazione annuale telematica all’Agenzia delle Entrate entro il 30 giugno. Adesso il Fisco controlla direttamente, non il Comune.

Cosa resta obbligatorio (davvero) nel 2026

Senza il Modello 21, i tuoi obblighi sono due:

1. Riscuotere e versare secondo il calendario del tuo Comune

La gestione è trimestrale (a Roma), e le scadenze sono il 16 aprile, il 16 luglio, il 16 ottobre e il 16 gennaio. Entro queste date devi inviare la comunicazione trimestrale e effettuare il versamento. La tassa di soggiorno varia molto da città a città: Roma applica fino a 10 notti consecutive, Venezia fino a 5, Milano fino a 14, Palermo fino a 4. Verifica il regolamento del tuo Comune, perché le scadenze e le tariffe non sono uguali ovunque.

2. Fare la dichiarazione annuale entro il 30 giugno

La dichiarazione annuale deve essere presentata entro il 30 giugno dell’anno successivo, utilizzando le procedure previste dall’Agenzia delle Entrate. Non è il 30 gennaio come il Modello 21: è il 30 giugno. Se la scordi, il rischio non è più un rendiconto da richiedere al Comune, è una sanzione dell’Agenzia delle Entrate.

Terzo punto, ma meno formale: conserva la documentazione. Ricevute di versamento, estratti del conto corrente che dimostra i pagamenti al Comune, elenchi dei pernottamenti registrati nel tuo gestionale. Se un controllo chiede di verificare cosa hai incassato e cosa hai versato, la documentazione ti salva.

Il rischio vero: la confusione

Il vero pericolo adesso non è una legge nuova, è il caos. Molti gestori sanno che il Modello 21 è abolito, ma non sanno cosa fare. Alcuni ancora lo presentano (perché l’ufficio comunale non lo sa). Altri pensano di non dover più fare niente. Altri ancora non sanno nemmeno che è stato abolito e continuano a cercarlo in scadenzari vecchi.

E così perdono date: la scadenza trimestrale del versamento al Comune, la dichiarazione annuale all’Agenzia delle Entrate. Quando il Fisco controlla, gli arretrati con gli interessi diventano veri.

Cosa fare da qui a fine anno

Adesso, a fine ottobre, puoi ancora agire. Se gestisci una struttura ricettiva:

  • Apri il regolamento tassa di soggiorno del tuo Comune. Trovalo sul sito dell’ufficio comunale, non fidarti della memoria.
  • Verifica le scadenze trimestrali o mensili che hai (a Roma il 16 ottobre è passato da poco, ma il 16 gennaio arriva).
  • Registra il 30 giugno nel tuo calendario: quella è la scadenza della dichiarazione annuale all’Agenzia delle Entrate. Che non sia una sorpresa.
  • Se il 2026 è in corso e hai gestito ospiti, controlla di avere la documentazione: incassi, versamenti, pernottamenti registrati. Servirà.

Il Modello 21 è sparito, ma la tassa di soggiorno no. E il Fisco adesso guarda da solo, senza doversi fidare del Comune.

Se la tua struttura ricettiva ha tanti dati da gestire, molte prenotazioni da tracciare e scadenze diverse in città diverse, il rischio di perdere una dichiarazione o di versare in ritardo cresce. Un’automazione personalizzata ti aiuta a centralizzare le informazioni, a non perdere le date e a generare le dichiarazioni senza sbagliare numeri: soprattutto quando gestisci più strutture e ogni Comune ha regole diverse.

Fonti

Questo articolo è stato redatto con l'assistenza dell'intelligenza artificiale, sulla base di fonti pubbliche citate nel testo.

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