Annunci green: attenzione alle nuove regole da settembre
Dal 27 settembre è vietato promettere risparmi o qualità ambientali senza dati concreti. Come adeguare gli annunci ai nuovi obblighi.
Se vendi case o gestisci una agenzia immobiliare e negli ultimi mesi hai scritto annunci con frasi come «casa green», «zero impatto», «bollette ridotte» o «con il Sismabonus non paghi nulla», è il momento di fare una revisione. Dal 27 settembre 2026 il fisco ha cambiato le regole su come comunicare la sostenibilità delle case, e non si tratta di dettagli burocratici: le violazioni hanno conseguenze concrete.
Cosa è cambiato il 27 settembre
Il decreto legislativo n. 30/2026 ha modificato il Codice del consumo. La norma non è venuta fuori all’improvviso: la legge è entrata in vigore il 24 marzo 2026, ma le agenzia e i costruttori hanno avuto sei mesi di tempo per adeguarsi. Ora gli obblighi sono attivi.
La regola è semplice in teoria, complessa in pratica. Non puoi dire che una casa è «green» o che farà risparmiare sulla bolletta se non hai dati concreti. Le qualificazioni generiche vanno fuori. Dentro ci devono andare informazioni misurabili, documentate e verificabili.
Da qualche parola a numeri specifici
Prima potevi scrivere: «Casa con impatto ambientale ridotto».
Ora devi dire: «Classe energetica G, migliorabile a classe B con interventi di isolamento termico, costo stimato 25mila euro».
Non è necessariamente più lungo, ma è diverso. Le informazioni devono rispondere a domande concrete:
- Quale prestazione stai dichiarando? (Isolamento termico, efficienza energetica, uso di energie rinnovabili, altro)
- A quale parte dell’edificio si riferisce? (Struttura intera, solo facciata, impianto di riscaldamento)
- Con quale metodo è stata calcolata? (Certificazione energetica, dichiarazione del costruttore, rapporto tecnico)
- Quale documento la sostiene? (Certificato EPE, attestato di prestazione energetica, relazione tecnica)
Se senza dati concreti, l’affermazione è greenwashing. Punto.
Il rischio: cosa può succedere
In teoria il rischio è una sanzione per pratica commerciale scorretta. In pratica, quello che accade prima è che un cliente si accorge che la casa che gli hai venduto come «eco-sostenibile» in realtà consuma come le altre, e contesta l’annuncio. La contestazione può portare diritto a sconto dal prezzo, rimborso totale o peggio ancora, rescissione del contratto. Non voglio fare l’avvocato, ma: non siete avvocati nemmeno voi, quindi documentatevi con un professionista se un cliente fa causa.
C’è un’altra complicazione sui bonus. Se negli annunci prometti il Sismabonus o altri incentivi fiscali, devi verificare che siano davvero applicabili. Già nel 2026 molti bonus hanno condizioni nascoste: capienza fiscale limitata, destinazione solo a prima casa, possibilità di cessione del credito ridotta o vietata. Scrivere «puoi avere il Sismabonus» senza dire al cliente che magari non ha capienza fiscale per usarlo, è ingannare.
Cosa fare adesso
La revisione degli annunci attivi deve essere prioritaria. Vai uno per uno su Immobiliare.it, Idealista, sul tuo sito, sui social:
- Togli tutte le promesse di risparmio senza numeri dietro
- Sostituisci «green» con il dato specifico: «Classe energetica A», «Pannelli solari 6 kW» oppure «Caldaia a condensazione da 25kW»
- Se parli di bonus, metti per iscritto quale bonus, entro quando vale, a chi si applica
- Per ogni affermazione sulla sostenibilità conserva il documento che la supporta: certificato energetico, rapporto tecnico, foto dell’installazione
Non è un costo aggiunto. È il lavoro che avresti dovuto fare già prima di mettere online l’annuncio. Adesso è obbligatorio.
Perché importa per il tuo sito
Se una agenzia immobiliare oggi non ha un sito curato o continua a gestire tutti gli annunci solo sui portali generici, perde controllo sulla comunicazione. Un sito web specifico per l’agenzia permette di pubblicare annunci completi, con tutte le certificazioni, le foto, i documenti, e soprattutto permette di fare modifiche velocemente quando la normativa cambia, come è accaduto il 27 settembre. Sui portali devi rispettare i template di loro, col tuo sito scrivi tu le regole e le puoi aggiornare quando serve.
Fonti
Questo articolo è stato redatto con l'assistenza dell'intelligenza artificiale, sulla base di fonti pubbliche citate nel testo.
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