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Fino a 90 giorni di ritardo: come recuperare le scadenze perse

Se non hai rispettato i termini di ottobre non è finita. La legge ti dà 90 giorni per mettersi in regola. Cosa puoi fare e quanto ti costerà.

Dedalux 4 min di lettura

Se siamo a metà ottobre e ancora non hai presentato nulla, o hai capito dopo il versamento che qualcosa è sbagliato, respira: la legge prevede un meccanismo di protezione noto come dichiarazione tardiva, e hai un periodo di grazia pari a novanta giorni dalla scadenza del Modello Redditi. Questo non toglie che ritardare costi, ma almeno non è la fine.

Le scadenze che veramente importano adesso

Le scadenze fiscali di ottobre si concentrano il 15, il 16 e il 26 ottobre, ma il colpo grosso arriva dopo: il termine del 31 slitta a lunedì 2 novembre. Se sei ancora in tempo per il 2 novembre, quella è la data che importa.

Non tutto è uguale. Il 16 è il giorno in cui versi di più (imposte, ritenute, IVA, INPS); il 26 tocca Intrastat e 730 integrativo; il 2 novembre chiude i conti con Redditi, IRAP, 770 e il CPB 2026-2027. Se sei artigiano o commerciante il versamento del 16 è quello che ti peserà di più sulla cassa.

Se hai saltato il 16 ottobre, cosa succede

Dimenticare le scadenze per pagare tasse e contributi comporta interessi di mora e sanzioni. Le sanzioni non sono fisse: dipendono da quanto tempo è passato. Se il ritardo non supera 90 giorni, la sanzione è del 15% con possibilità di riduzione a 1/15 per ogni giorno di ritardo. Se superi i 90 giorni, salisce al 30%. Per l’omesso versamento la sanzione è direttamente del 30%.

Tutto questo si aggiunge agli interessi di mora. Non è una sorpresa: è già nella norma fiscale. Recuperare adesso costa meno che aspettare ancora.

Come mettersi in regola: le tre mosse

La prima cosa: verifica cosa non hai pagato. Se è solo il versamento F24 del 16 ottobre, il computo è semplice: importo dovuto + interessi + sanzione percentuale. Se è anche la dichiarazione (Redditi o IRAP), devi aggiungere il costo della presentazione tardiva.

Se hai già inviato il 730 ma devi completare o correggere la dichiarazione puoi trasmettere, sempre entro il 2 novembre, un Modello Redditi aggiuntivo (per redditi non inseribili nel 730) o un Modello Redditi correttivo. Questa è ancora la finestra giusta: fai la mossa entro il 2 novembre.

La seconda: se non riesci a pagare tutto in una volta, versa quello che puoi adesso (la sanzione sale se non fai nulla, ma scende se dimostri buona fede). Poi contatta il tuo commercialista o il CAF per un piano di rateizzazione.

La terza: se sei passato i novanta giorni dalla scadenza vera, la situazione diventa più complicata. Se superi i novanta giorni la dichiarazione viene classificata come omessa e comporta sanzioni amministrative decisamente più severe e il rischio di accertamenti d’ufficio. Qui il consiglio non è di blog: è di uno studio professionale. Muoviti in fretta.

Perché non è successo: e come non ricapitoli

Se sei arrivato qui di corsa è perché probabilmente stai gestendo il fisco da solo, affidandoti a promemoria che non arrivano, o cambiando consulente senza raccordarti bene. Succede. Quello che importa è capire che ottobre non è irregolare: è il mese in cui si concentra il 90% degli adempimenti dell’anno per chi lavora in proprio.

Un gestionale o un sistema che ti avvisa prima che sia tardi non è un lusso: è quello che ti toglie il panico di adesso. Se usi carta e penna, o fogli Excel che aggiorna solo l’addetto alla contabilità, sei esposto. Se la scadenza passa e nessuno te lo comunica prima, costretto a recuperare è brutto.

Una piccola realtà ha un vantaggio: tutto è centralizzato su poche persone, quindi se decidi di passare a un sistema che tiene traccia delle scadenze e ti avvisa, il cambio è veloce e il ritorno è quasi immediato. Vale la pena pensarci adesso, mentre questi giorni sono ancora freschi.

Fonti

Questo articolo è stato redatto con l'assistenza dell'intelligenza artificiale, sulla base di fonti pubbliche citate nel testo.

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