Blog
Guide

Due scadenze in due settimane: come non restare a secco

Il 16 e il 30 novembre arrivano i soldi da pagare. Come pianificare la cassa per non perdere clienti o rischiare insoluti.

Dedalux 5 min di lettura

November è il mese del doppio colpo per artigiani e commercianti. Due scadenze importanti arrivano a distanza di due settimane: il 16 novembre e il 30 novembre. Se la tua cassa non è organizzata, rischi di scegliere quale pagamento fare e quale rimandare, con conseguenze che puoi evitare.

Il 16 novembre: la terza rata che arriva subito

Il primo martedì di crisi è il 16 novembre. Quella data concentra tre versamenti che per un artigiano o commerciante significano denaro che esce dalla cassa contemporaneamente.

Se liquidi l’IVA ogni trimestre, il 16 novembre devi versare l’IVA del terzo trimestre (luglio-settembre). Se la liquidi mensilmente, versi l’IVA di ottobre. Non è solo un versamento: è il versamento che di solito ha l’importo più rilevante, perché raccoglie tre mesi di attività.

Lo stesso giorno arriva anche la terza rata fissa dei contributi INPS, quella che non dipende dal tuo reddito. Se sei artigiano, sono almeno 1.050,25 euro; se sei commerciante, almeno 1.075,41 euro, per il solo trimestre. È una cifra fissa che devi versare anche se in quel trimestre hai avuto pochi clienti o hai dovuto chiudere per ferie.

A questi si aggiungono eventuali ritenute IRPEF se hai dipendenti o collaboratori, e le rate di imposte da dichiarazione rimaste in sospeso da mesi precedenti. Il totale può facilmente superare i 3-4 mila euro se la tua attività ha dimensioni medie.

Il 30 novembre: il secondo acconto che non aspetta

Respira un attimo. Il 30 novembre arriva il secondo acconto delle imposte (IRPEF, IRES o imposta sostitutiva, a seconda della forma giuridica). È il secondo versamento annuale sugli utili stimati dell’anno corrente.

Non è facoltativo, non si può rimandare. Se non versi per tempo, accumuli sanzioni e interessi. E non è poco: per una ditta individuale con un reddito medio intorno ai 40-50 mila euro l’anno, il secondo acconto facilmente arriva a 5-6 mila euro (a parte IVA, contributi e il resto).

Tra il 16 e il 30 novembre, una piccola impresa può trovarsi a dover pagare 6-10 mila euro. Due scadenze, dodici giorni di distanza, una sola fonte di denaro: i tuoi clienti e il tuo incasso.

Dove sbaglia chi non è organizzato

Chi si accorge di novembre solo il 15 arriva impreparato. Il primo errore è pensare che il denaro che incassi oggi sia tuo: se hai i clienti che pagano a 30 o 60 giorni, novembre è il mese in cui recuperi soprattutto i lavori di settembre, non quelli di novembre. I lavori di novembre li vedrai a dicembre-gennaio.

Il secondo errore è sottovalutare le ritenute. Se uno dei tuoi clienti non paga, perdi il denaro due volte: non lo ricevi direttamente, e se avevi già versato la ritenuta IRPEF al fisco per quella fattura, ora non la recuperi.

Il terzo errore è non sapere di preciso quanto devi pagare. Molti artigiani e commercianti scoprono l’importo della terza rata INPS quando arriva la notifica, senza averlo messo in conto a settembre. Se non lo sapevi, non l’hai risparmiato.

Come organizzarsi da adesso

Parti dal presupposto che il 16 novembre dovrai avere una cifra disponibile, e il 30 novembre dovrai averne un’altra. Non sono la stessa cifra, perché una è principalmente IVA e contributi (calcolati sulla tua attività), l’altra è un acconto sugli utili.

Contatta il tuo commercialista adesso, non il 10 novembre, e chiedi una stima precisa dei due importi. Non ti serve il numero esatto al centesimo: ti serve sapere se è 2 mila euro o 8 mila euro, perché il piano della tua liquidità cambia di conseguenza.

Se scopri che non puoi pagare in un’unica soluzione, sappi che esiste la possibilità di rateizzare, ma le domande per la rateizzazione hanno scadenze che sono passate (luglio per alcune, agosto per altre). Se la situazione è difficile, il prossimo anno pianifica in anticipo.

In novembre, concentra gli sforzi su un’unica cosa: incassare quanto devi. Se hai clienti che pagano a termine, contattali. Se hai fatture da emettere, emettile subito, non aspettare dicembre. Se hai preventivi in sospeso, spingili verso il sì. Il denaro di novembre deve restare nella tua cassa per coprire le scadenze, non deve andare in acquisti di magazzino o attrezzature.

Se gestisci bene le scadenze, il resto diventa semplice

Novembre è difficile solo se ti arriva di sorpresa. Se sai esattamente che cosa devi pagare, quando e perché, l’unica decisione è prendere i soldi dove servono. Ci sono software e fogli di calcolo che ti aiutano a vedere i flussi di cassa mese per mese, esattamente per questo: per non restare a secco quando arrivano gli inevitabili picchi di versamenti.

Se non usi un gestionale o un sistema di contabilità integrato, novembre è il momento per capire che non puoi più fare tutto a memoria. Un software di gestione semplice ti dice in tempo reale quanto hai incassato, quanto devi pagare e quando, e soprattutto quanto puoi permetterti di spendere per la tua attività. Dimostri anche al fisco che sai gestire i tuoi numeri.

Fonti

Questo articolo è stato redatto con l'assistenza dell'intelligenza artificiale, sulla base di fonti pubbliche citate nel testo.

Hai un progetto in mente?

Raccontaci cosa ti serve: ti rispondiamo con una proposta concreta.